Case study
Therapieland
Piattaforma olandese di e-health per la salute mentale: programmi online, questionari, videoconsulti e messaggistica sicura, usati da cliniche, medici e organizzazioni di cura. Dal 2024 ne disegno l'intera superficie visiva, dal web all'app nativa fino alle email.
- Ruolo
- UI/Visual Designer
- Cliente
- Therapieland · Amsterdam
- Periodo
- 2024 – oggi
- Tipo
- E-health · salute mentale
- Strumenti
- Figma · Design token · OKLCH
Per riservatezza non posso mostrare interfacce, flussi o dati reali del prodotto. Questo caso studio è raccontato a parole: il lavoro, non gli screenshot.
Il contesto
Progettare per la salute mentale digitale
Una piattaforma di salute mentale ha vincoli che il design consumer vede di rado. Il modello è B2B2C: ogni scelta deve funzionare per il terapeuta e per il paziente insieme, dentro percorsi di blended care, in parte dal vivo e in parte online.
- Persone in un momento fragile
- Professionisti con agende piene
- Vincoli clinici e normativi
- Blended care
- Percorsi che alternano incontri di persona e strumenti digitali, invece di sostituire gli uni con gli altri.
- B2B2C
- Chi compra è una clinica o un'organizzazione di cura, chi usa il prodotto è la persona in terapia. Ogni scelta deve reggere per entrambi.
Il vincolo vero
Progettare per qualcuno che non è al suo meglio
Chi apre questa piattaforma può essere stanco, in ansia, di fretta o in un momento difficile. Questo cambia cosa significa una buona interfaccia, e sposta il metro di giudizio dall'estetica alla cura.
Un tono che rassicura
Le parole fanno metà del lavoro. Ogni messaggio, errori compresi, spiega cosa è successo senza allarmare e dice sempre qual è il passo successivo.
Nessuna pressione
Niente scarsità artificiale, niente serie da non interrompere, niente meccaniche che fanno sentire in colpa chi salta un giorno. Un percorso di cura non è un gioco a punti.
Gerarchia che regge sotto stress
Una schermata deve funzionare anche letta di fretta o a metà: poche azioni per volta, gerarchia netta, nessun vicolo cieco.
Stati vuoti ed errori
Sono i momenti in cui è più facile perdere qualcuno. Li tratto come schermate di prima classe, non come ripensamenti.
Cosa seguo
Unico UI Designer dell'intero prodotto
Fino a qualche mese fa al mio fianco c'era una Lead UX Designer; oggi tutta la superficie visiva passa da me. Significa scegliere le priorità ogni settimana.
- 01
Design system
Audit mirati dove serviva; componenti e design token allineati con gli sviluppatori.
- 02
Palette in OKLCH
Ricostruita in OKLCH: luminosità percettiva, wide-gamut, contrasto verificabile al token.
- 03
Accessibilità
WCAG 2.2 AA dentro il sistema: una correzione fatta una volta si propaga ovunque.
- 04
Prima app nativa
La prima app mobile dell'azienda, end-to-end: IA, flussi, onboarding, micro-animazioni.
- 05
Primo assistente AI
La prima versione, oggi in beta: aiutare a trovare il programma giusto, più in fretta.
Il lavoro tecnico
Colore e accessibilità, dentro il sistema
Palette ricostruita in OKLCH
Ho ricostruito la palette della piattaforma in OKLCH, lo spazio colore percettivo dietro gli standard CSS più recenti: tonalità coerenti per luminosità percepita, gradazioni che reggono sugli schermi wide-gamut e contrasti verificabili a livello di token. Così l'accessibilità diventa una proprietà del sistema, non una correzione a posteriori.
WCAG 2.2 AA come requisito
In sanità l'accessibilità è la condizione perché il prodotto serva davvero tutti, e con l'European Accessibility Act è anche un obbligo. Ho lavorato su contrasti, navigazione da tastiera, stati di focus e supporto agli screen reader. Gran parte vive nel design system, dove una correzione fatta una volta si propaga ovunque.
Come lavoro
Vicino a product ed engineering
Discovery condivisa, prototipi in Figma, iterazioni rapide, review con gli stakeholder e validazione continua. La ricerca è il modo più economico per non costruire la cosa sbagliata, e qui è parte del mestiere.
Le priorità le decido insieme al Product Owner: è lì che si stabilisce cosa vale la pena fare adesso e cosa può aspettare. Quando un design è pronto lo porto a chi è coinvolto, PO compreso, e raccolgo il feedback prima di considerarlo chiuso. Essere l'unico designer non significa decidere da solo: significa che il confronto me lo devo cercare.
Con gli sviluppatori il ponte sono i token: nomi condivisi, valori che vivono in un posto solo e una correzione che si propaga senza dover ripassare schermata per schermata.
Oltre l'app
Anche le email sono il prodotto
Inviti, promemoria, notifiche di percorso: molto spesso l'email è il primo contatto reale con la piattaforma, prima ancora che qualcuno apra l'app. Se arriva fredda o confusa, il danno è già fatto.
Le ho riprogettate nella stessa lingua del design system, leggibili su ogni client di posta, e scritte per rassicurare invece che limitarsi a notificare.
In conclusione
Più coerenza dove convivevano stili diversi, un design system più solido, accessibilità migliorata, una nuova app nativa e un assistente AI. In un prodotto sanitario la fiducia si costruisce un dettaglio alla volta.





